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HOTEL INVESTMENT OUTLOOK - JONES LANG LASALLE HOTELS
OUTLOOK GLOBALE
Gli investimenti alberghieri a livello mondiale
hanno registrato un ulteriore balzo in avanti registrando
nel 2006 la cifra di $72,5 miliardi, 63% in più
rispetto al valore delle transazioni nel 2005, anch’esso
anno record con valori del 61% maggiore del 2004.
Nel 2007 è prevedibile un leggero calo delle
transazioni dovute al rallentamento delle vendite di
portafogli in Europa.

I fondamentali delle economie sviluppate rimangono buoni, così come continua la forte crescita nelle economie dei paesi emergenti. Questo ha portato a grosse transazioni in mercati emergenti come Mosca, Dubai e Nuova Delhi dove i ricavi medi per camera stanno raggiungendo i livelli di Hong Kong, Parigi e New York. Di pari passo con l’aumento del PIL in vari mercati, cresce la domanda di hotel, dimostrando ancora una volta come gli alberghi possono essere considerati un buon investimento a lungo termine.
Il mercato del credito è estremamente competitivo con un numero crescente di finanziatori pronti ad investire in immobili ad uso alberghiero. Mentre ci si aspetta un aumento del costo del denaro, questo non dovrebbe influenzare il volume delle transazioni dati i risultati gestionali in continua crescita.
Investitori di Private Equity a livello mondiale hanno
aumentato gli investimenti nel settore alberghiero percependolo
confacente alle loro strategie di asset management.
Anche i REIT (i Fondi Immobiliari e le nuove SIIQ Italiane)
continueranno a creare liquidità nel mercato
degli investimenti alberghieri.
La globalizzazione degli investimenti alberghieri sarà
ancora più pronunciata che nel passato con investimenti
transnazionali e movimenti di capitali sempre più
globali.

Nel corso del 2006 abbiamo assistito ad un cambiamento
delle proprietà a livello globale con trasferimenti
di miliardi di dollari di immobili alberghieri dai tradizionali
operatori/gestori a società quotate, investitori
Private Equity e REIT (Fondi e SIIQ). Mentre storicamente
gli investitori istituzionali hanno sempre evitato investimenti
nel settore data l’incertezza dei rendimenti,
è in corso un cambiamento di tendenza. Non è
ancora chiaro tuttavia se questi siano disposti a gestire
gli alberghi nel lungo periodo così come tendono
a fare con gli immobili ad uso ufficio.
AMERICA
Gli investimenti alberghieri continuano a macinare
record con il 2006 terzo anno consecutivo record come
vendite di alberghi raggiungendo la cifra di $35 miliardi.
In abbondanza di capitali e con i fondamentali buoni
gli investitori continueranno nel 2007 a cercare opportunità
nell’industria dell’ospitalità alberghiera.
Molti degli investitori senza lunga esperienza contano
di disinvestire appena un paio d’anni dopo l’acquisto,
questo fa si che ci sia un continuo ricambio di immobili
disponibili sul mercato. Questo è un cambiamento
sostanziale rispetto alla strategia degli investitori
tradizionali che tipicamente disinvestono dopo un periodo
più lungo dai 4 ai 7 anni.

Gli investitori rimarranno attratti dal settore alberghiero,
e questa concorrenza manterrà elevati i prezzi
degli immobili alimentati da tassi di interesse bassi,
fondamentali forti, disponibilità di capitali
ed opportunità meno attraenti negli altri mercati.
Inoltre, la domanda di alberghi rimane superiore all’offerta,
dati gli elevati costi di costruzione (principalmente
basati sull’acciaio e cemento).
Mentre storicamente gli hotel erano visti come un investimento
con rendimenti difficilmente prevedibili, adesso tale
tipo di immobili sta diventando di classe istituzionale
data la prevedibilità dei rendimenti, oltretutto
superiori ad altri tipi di investimenti immobiliari.
Il crescente costo di acquisto dei terreni ed i costi
di costruzione, oltre alle difficoltà di finanziamento
per alberghi tout-court ha spinto i costruttori ad adottare
sviluppi di carattere misto alberghiero-residenziale.
La maggioranza dei nuovi alberghi in USA saranno parte
di sviluppi ad uso misto diminuendo così i rischi
per i costruttori. Inoltre il settore sarà influenzato
sempre più dalla generazione dei baby-boomer
(gli attuali sessantenni) che continueranno a richiedere
multiproprietà e sviluppi misti (c.d. condo-hotel).
ASIA
Seguendo il trend mondiale, gli investimenti alberghieri
asiatici hanno registrato un record con transazioni
che nel 2006 hanno superato la cifra di $5 miliardi
più che raddoppiando il livello del 2005. La
proiezione per il 2007 è di superare quota $7
miliardi.
Oltre al record di transazioni, nel 2006 è stato
molto diversificato il flusso degli investimenti che
hanno toccato ben 16 paesi a mano a mano che questi
nuovi mercati si affacciano sulla scena globale. La
limitata disponibilità di alberghi di qualità
nell’area attrae gli investitori al di fuori dei
luoghi noti come Hong Kong, Giappone, Singapore e Australia.
Nel 2006 transazioni multiple sono avvenute in Tailandia,
Nuova Zelanda, Cina, Malasia e Macao, e singole transazioni
in Mauritius, Taiwan, Vietnam, Laos, Cambogia, Myanmar
e Bali.
Le difficoltà principali rimangono la poca trasparenza
dei mercati in special modo le restrizioni ad investimenti
stranieri, al trasferimento di fondi dentro e fuori
dai paesi e la conoscenza dei regolamenti edilizi, legali
e di contabilità. Tradizionalmente questi mercati
sono dominati da investitori locali data la loro abilità
nel ridurre i rischi, relazioni politiche e commerciali
e l’esperienza nel concludere affari nei mercati
locali. Tuttavia le cose stanno cambiando scendendo
a meno del 50% le transazioni effettuate da locali dai
60% e 70% degli anni precedenti.
La ricchezza dell’area è in crescita,
da un valore del 33,6% del PIL mondiale nel 2001, al
36,3% nel 2005 fino ad una previsione di 39% nel 2010
da parte dell’Economist Intelligence Unit. L’incremento
di investimenti stranieri nell’area registrato
negli ultimi 5 anni si sta spostando ora sul settore
alberghiero.

EUROPA
Seguendo l’anno record 2005, gli investimenti
alberghieri europei hanno registrato un ulteriore record
nel 2006 con transazioni pari ad un valore di $27 miliardi.
Questo incremento record non ha coinciso con un incremento
similare nel numero di camere oggetto di vendita, riflettendo
un consistente aumento del prezzo medio per camera pagato
in tutta Europa.
Dietro questi grossi movimenti di investimenti alberghieri
c’è stata una riduzione dei rendimenti
che ha incoraggiato le grosse catene alberghiere a cedere
a prezzi storicamente molto vantaggiosi. Questo processo
ha portato una nuova tipologia di investitore nel mercato
alberghiero Europeo che precedentemente evitava questo
settore ma che ora vi è attivo data la concorrenza
spietata negli altri mercati immobiliari.
Il programma di dismissioni delle grosse catene alberghiere
attraverso l’Europa, conservando però contratti
di management, sta raggiungendo la naturale conclusione.
Sono rimasti pochi alberghi ancora da vendere dalle
catene principali e di conseguenza questo tipo d’investimento
andrà scemando nel corso del 2007.

Come nel 2005 la vendita di portafogli ha dominato il
mercato delle transazioni alberghiere rappresentando
il 70% del valore totale. Esempi lampanti sono le cessioni
dei portafogli di Accor ed InterContinental. Marriott
ha ceduto 46 proprietà alla Royal Bank of Scotland
per $1,7 miliardi così come Travelodge Group
venduto da Permira a Dubai International Capital per
$1,5 miliardi. Il Four Seasons di Milano ha stabilito
un nuovo record con un prezzo per camera oltre i $2
milioni per le 118 camere nell’acquisto del Gruppo
Statuto dalla Quinlan Partnership per oltre $240 milioni.
Il mercato creditizio è rimasto competitivo
permettendo agli investitori di negoziare finanziamenti
molto convenienti e così innalzare i prezzi degli
immobili, inoltre la crescita economica generale e l’ulteriore
crescita dei redditi di gestione ha continuato ad attrarre
l’interesse degli investitori in cerca di occasioni
di acquisto.
In Europa i gruppi di Private Equity hanno ancora rappresentato
il 44% del totale a fronte di un 49% di vendite effettuate
da gruppi alberghieri. Alcune società di gestione
alberghiera sono state parte acquirente investendo in
piccole catene alberghiere come forma di espansione.
Nonostante rendimenti simili a quelli dei paesi dell’Europa
Occidentale (vicini al 6,5%) le zone dell’Europa
Centrale ed Orientale scontano ancora una componente
di rischio, in termini politici e di stabilità
valutaria, ma gli investitori sembrano non darne troppo
peso ora che paesi come la Polonia, Repubblica Ceca
e Ungheria sono entrate nell’UE. Grandi sviluppi
e nuove progetti sono previsti nell’area nei prossimi
3-5 anni.

Il ciclo dei mercati alberghieri in Europa è
sostanzialmente stabile con un leggero miglioramento
delle performance delle città tedesche (tranne
Dusseldorf) ed un lieve peggioramento per San Pietroburgo.
Le città europee sono molto concentrate all’interno
della matrice rischio-rendimento con poche città
posizionate al di fuori del centro. San Pietroburgo
e Varsavia presentano ancora rendimenti bassi con miglioramenti
della propria componente di rischio, Istambul - anche
se ancora considerata rischiosa - ha aumentato le prospettive
reddituali.

ITALIA
Malgrado uno sviluppo nominale dello 0,2% nel 2005,
l'economia italiana nel 2006 è cresciuta del
1,7% grazie alle esportazioni, che sono state alimentate
dalla domanda del resto d’Europa e particolarmente
dalla Germania, il maggiore mercato di sbocco dell'Italia.
Anche se la crescita del PIL è ancora sotto la
media europea, esso mostra un miglioramento rispetto
alla media registrata fra il 2001 e il 2005. La crescita
del PIL è prevista in calo al 1,2% nel 2007 prima
del miglioramento previsto per il 2008. L’inflazione
è aumentata al 2,2% nel 2006 dovuta ai prezzi
del petrolio elevati, ma è previsto un calo (1,9%)
nel 2007 alla luce di un apprezzamento dell’Euro.
Nonostante la diminuzione degli arrivi turistici nel
2005, la prima metà del 2006 ha avuto un buon
inizio con arrivi stranieri aumentati del 8,1% rispetto
all’anno precedente. L’ENIT ha dichiarato
che nel 2006 sono stati realizzati redditi record nel
comparto del turismo, principalmente come conseguenza
dell’aumento degli arrivi e della spesa pro-capite.
Il 2007 è previsto ancora in leggero rialzo.
Nel 2006, Milano e Roma hanno trainato il mercato in
termini di ricavi per camera con crescite elevate rispettivamente
del 13.4% e del 11.7% rispetto al 2005. L’apertura
delle nuove aree fieristiche ha contribuito a differenziare
il business mix a Roma ed ha confermato Milano come
la principale destinazione fieristica in Italia. Nel
2006, il mercato delle città secondarie italiane
ha registrato un miglioramento grazie all’incremento
degli arrivi dai principali mercati internazionali quali
Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone. Torino,
città ospitante i Giochi Olimpici invernali nel
Febbraio 2006, ha segnato un forte incremento nel ricavo
medio per camera, tuttavia questa crescita rallenterà
nel 2007 a seguito dell’ulteriore ampliamento
dell’offerta ricettiva. La performance positiva
in Italia continuerà nel 2007 con tassi di occupazione
e prezzi medi in crescita.
Nel 2006 il mercato degli investimenti alberghieri
in Italia ha raggiunto la cifra di $666,5 milioni alimentato
dalla vendita del Four Seasons di Milano. Inoltre molti
hotel in Italia sono stati venduti come parte di portafogli
europei. Investitori europei ed internazionali ed operatori
stanno aumentando ugualmente la loro presenza nella
penisola, tuttavia il profilo tipico dell'investitore
continua ad essere Italiano. Investitori istituzionali
e grandi patrimoni privati sono attualmente i principali
player nel mercato degli investimenti alberghieri italiani,
una tendenza che continuerà nel 2007. Il volume
delle transazioni si presume diminuire nel 2007 in confronto
al 2006, tuttavia parecchi trophy asset potrebbero essere
trattati durante l'anno in un mercato che continua ad
attrarre capitali.
| ITALIA: RECENTI TRANSAZIONI
ALBERGHIERE YTD 2007 (superiori a € 10
Milioni) |
| Hotel |
Ubicazione |
Prezzo
di Vendita (€M) |
Stelle |
Camere |
Prezzo
/ Camera (€) |
Origini
dell'Investitore |
| Una Hotels & Resorts ( 2 hotel)
|
Venezia e Viareggio |
38 (complessivi) |
4 |
n/a |
n/a |
Italia |
Prince Hotel |
Forte dei Marmi |
10 |
4 |
24 |
417.000 |
Russia |
Forte Village Resort |
Sardegna |
307 |
5 |
788 |
390.000 |
Italia |
Villa Feltrinelli |
Brescia |
40 |
5 |
21 |
1.905.000 |
Italia |
Hotel Kaos |
Agrigento |
15 |
4 |
111 |
135.000 |
Italia |
Corte dei Butteri |
Orbetello (Toscana) |
10 |
4 |
89 |
118.000 |
Italia |
| Fonte: Jones Lang LaSalle Hotels |
|