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NOVEMBRE 2008
I VANTAGGI DELLE ALLEANZE STRATEGICHE NEL SETTORE ALBERGHIERO E LE OPPORTUNITÀ IN ITALIA
Il settore alberghiero è un settore che sta attraversando, soprattutto a livello globale, una fase di intense trasformazioni attraverso una crescente concentrazione dell’offerta intorno ad un numero ristretto di grandi gruppi alberghieri. Lo sviluppo si manifesta principalmente mediante alleanze globali che sempre più di frequente avvengono tramite contratti di management e forme di aaffiliazione in franchising.
Tale fenomeno trova conferma nella forte espansione su base internazionale delle principali catene alberghiere, statunitensi ed europee, che negli ultimi anni hanno sostenuto ingenti investimenti al fine di entrare anche in quei mercati caratterizzati da una struttura dell’offerta ricettiva molto frammentata, come ad esempio l’Italia.
Molteplici sono le ragioni di questo fenomeno e vanno innanzitutto ricercate nei vantaggi derivanti dalla gestione coordinata di una pluralità di strutture alberghiere. L’organizzazione in strutture multiunit genera infatti vantaggi di natura:
- economica: economia di scala e di scopo e riduzione del rischio grazie alla differenziazione dell’offerta;
finanziaria: maggiore facilità di accesso alle fonti finanziamento e minore onerosità delle stesse;
- commerciale: maggiore focalizzazione sul brand e sulla diffusione dello stesso;
- organizzativa: maggiore attenzione verso la formazione e l’aggiornamento del personale e possibilità di attuare politiche di marketing più efficienti.
Nel nostro Paese il settore alberghiero è principalmente rappresentato da strutture di piccole dimensioni, con assetti proprietari prevalentemente di tipo familiare, che adottano modalità di gestione semplici e tradizionali. E in effetti il sistema alberghiero italiano presenta caratteristiche peculiari e profondamente differenti rispetto alle realtà di numerosi paesi europei e nordamericani, sia in termini dimensionali che qualitativi delle imprese alberghiere.
Dall’ultimo rapporto realizzato da Federalberghi (2007) si evince che l’hotéllérie italiana è attualmente rappresentata per il 95,3% degli esercizi alberghieri e per circa l’86% delle camere da singole strutture alberghiere perlopiù a conduzione familiare e non affiliate ad un marchio riconosciuto. Solo l’1% delle strutture, corrispondente al 4% delle camere, è detenuto da catene alberghiere internazionali, tendenza molto lontana da altre realtà europee quali ad esempio quella spagnola, in cui il 31% dell’offerta delle camere appartiene ad operatori internazionali o quella francese, in cui la percentuale di camere detenuta da catene internazionali è pari al 22%. Secondo una ricerca realizzata da Mercury i principali gruppi alberghieri stranieri presenti in Italia sono Best Western, con oltre 170 strutture, InterContinental Group che attraverso i quattro marchi presenti in Italia (Inter-Continental, Crowne Plaza, Holiday Inn ed Express by Holiday Inn) ha una copertura territoriale su 55 strutture e Accor, la catena alberghiera francese che è presente in Italia con 51 strutture. Per quel che riguarda le catene alberghiere italiane, invece, a seguito dell’acquisto di Jolly Hotels da parte del gruppo spagnolo NH, il gruppo maggiormente presente sul territorio, con 20 strutture, è Atahotels, la catena alberghiera del Gruppo Ligresti.
Recentemente, peraltro, anche in Italia si incominciano a riconoscere sintomi di cambiamento, legati prevalentemente all’ingresso di grandi operatori internazionali, specie nelle città principali, come Milano e Roma, che hanno un’importante valenza sia per il turismo business che leisure.
Solo a Milano nel corso del 2008 sono state cinque le nuove aperture di alberghi con marchio internazionale, il Crowne Plaza nel centro della città, l’NH a Linate, l’Express by Holiday Inn a San Siro, l’Holiday Inn situato nella zona nel nuovo polo fieristico di Rho-Pero e il primo albergo nell’Europa Continentale con il marchio Doubletree by Hilton. Oltre alle grandi città, numerose opportunità si profilano anche nei piccoli centri, in location suburbane e per strutture di categoria inferiore. Attraverso una serie di interventi volti alla ristrutturazione e al rimodernamento, tali strutture alberghiere potrebbero certamente apportare notevoli benefici a tutte le parti coinvolte, alla proprietà, in quanto la gestione da parte di un operatore specializzato ne incrementerebbe la performance operativa e all’operatore alberghiero, che attraverso la gestione congiunta di una pluralità di strutture potrà beneficiare di tutti quegli strumenti finanziari, di commercializzazione e di gestione delle risorse umane precedentemente segnalati.
Tale fenomeno è avvalorato dalle recenti dichiarazioni di grandi brand internazionali, come il gruppo Hilton, che ha previsto un ambizioso progetto di espansione sul mercato italiano. Il piano quinquennale ha quale destinazione primaria in Europa proprio il mercato italiano dove si prevede di aprire fino a 30 nuovi alberghi prevalentemente attraverso la conversione di strutture esistenti in strutture con il marchio Hilton. Quest’ultima non rappresenta l’unica catena alberghiera che ha intravisto in Italia interessanti opportunità di crescita. Tra le catene internazionali è certamente possibile citare Accor, InterContinental Group, Rezidor, così come minori catene italiane anche se probabilmente il processo di espansione richiederà tempi più lunghi di quelli inizialmente pianificati.
Dato il tessuto alberghiero del nostro paese, la sua estrema frammentazione e la non affiliazione ad un marchio delle strutture alberghiere si profilano dunque una serie di opportunità per gli operatori internazionali motivarti ad ampliare la loro presenza sul territorio italiano al fine di poter beneficiare di quelle tecniche di gestione e di quell’approccio al mercato del tutto innovativo rispetto alla tradizione del nostro Paese.
A cura di: Sara Ferrajoli – Intern Jones Lang LaSalle Hotels
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