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FEBBRAIO 2008
METODI DI VALUTAZIONE ALBERGHIERA, TRA SCIENZA ED
ARTE
La valutazione di un albergo è sia una scienza
che un’arte. La scienza riguarda l’uso di
formule matematiche al fine di esprimere il tipico approccio
seguito da chi investe in alberghi. L’arte riguarda
l’utilizzo di alcune ipotesi che stanno alla base
di queste formule. La combinazione di arte e scienza
produce il valore attribuibile all’immobile alberghiero,
inteso come il prezzo di vendita sul quale un potenziale
venditore ed un potenziale acquirente si accorderebbero.
Innumerevoli sono i metodi utilizzati per la valutazione
di un albergo. A titolo di esempio negli USA si utilizza
anche il cosiddetto “metodo della coca-cola”,
in base al quale il valore dell’immobile si calcola
moltiplicando il prezzo di una lattina di coca-cola
venduta in un distributore automatico dell’albergo
per il numero di camere e per 100.000. A parte questo
metodo piuttosto empirico ed altri metodi simili utilizzati
in passato, tre sono stati gli approcci più largamente
diffusi nella valutazione di un albergo.
Cost Approach - Il metodo del costo, in base
al quale il valutatore sottrae dal costo di sviluppo
della struttura l’ammortamento ed eventuali fattori
legati all’obsolescenza. Tale metodo ha storicamente
avuto il difetto di non considerare fattori legati alla
gestione operativa e soprattutto alle dinamiche legate
all’ambiente competitivo in cui la struttura aziendale
albergo opera. Per tali motivi la sua applicabilità
nell’attuale contesto di mercato, sempre più
legato ad aspetti finanziari che puramente immobiliari,
è stata piuttosto limitata.
Sales Comparison Approach - Il secondo approccio
utilizzato, il metodo di valutazione basato sull’analisi
storica delle transazioni alberghiere, in genere produce
dei risultati non ottimali a causa della difficoltà
legata al fatto che due alberghi ubicati in due mercati
diversi presenteranno sempre delle sostanziali differenze.
Income Capilalization Approach - Il terzo approccio,
il cosiddetto metodo reddituale, è quello che
a nostro avviso risulta il più adatto ai fini
di una valutazione alberghiera. Sviluppatosi negli Stati
Uniti a partire dal 1950, ha preso piede in Europa intorno
agli anni 90, ed è oggi il metodo più
utilizzato oltre che dagli investitori anche dai finanziatori
di operazioni immobiliari alberghiere.
Secondo questo approccio, la struttura alberghiera viene
considerata al pari di una qualunque altra azienda capace
di produrre reddito. Nella sua forma più semplice,
il metodo in questione parte dall’analisi dei
risultati storici dell’albergo; il passo successivo
è costituito da una stima sul futuro andamento
della struttura; per fare ciò bisogna analizzare
l’albergo all’interno del mercato in cui
opera; ossia, bisogna studiare il mercato sia dal lato
della domanda che dal lato dell’offerta in termini
di concorrenza. Questa fase ha a che fare con l’arte
della valutazione, in quanto è soltanto in base
all’esperienza diretta del valutatore che si può
determinare con un certo grado di attendibiltà
ciò che accadrà nel futuro. Il risultato
di questa analisi sarà quello di fornire delle
stime sul futuro margine netto ottenuto dal management
della struttura oggetto della valutazione; tale margine
netto verrà a questo punto diviso per il tasso
di capitalizzazione, al fine di determinare il valore
della struttura in questione; in pratica si usa la seguente
formula per calcolare la perpetuity:
Valore = Reddito Netto/Tasso di capitalizzazione

La logica sottostante questo procedimento è
che il margine netto rappresenta il futuro beneficio
derivante dal fatto di possedere l’albergo, mentre
il tasso di capitalizzazione rappresenta il tasso di
ritorno che l’investitore si aspetta di ottenere.
Un esempio numerico, piuttosto semplificato per facilità
di lettura, può agevolare la comprensione del
metodo reddituale.
Se si prevede che un albergo produrrà un margine
netto di 1.500.000 euro ed il ritorno che l’investitore
si aspetta di ottenere dal capitale investito in questo
business è del 15% (perché il suo ritorno
su investimenti simili e con un simile livello di rischio
è del 15%), per determinare il valore dell’albergo
si capitalizza il margine netto, ossia si calcola il
quoziente tra 1.500.000 e 15%, il che produce un valore
di 10.000.000 euro. Ovviamente, bisognerebbe anche prendere
in considerazione aspetti legati al diverso valore che
una stessa quantità di denaro ha nel tempo (100
euro oggi valgono più di 100 euro domani), ma
il principio in base al quale si basa questo metodo
rimane immutato.
A cura di Giacomo Caruso, Analyst JLLH
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